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  • Due lune e un paio di mocassini: insegnare senza giudicare

    Due lune e un paio di mocassini: insegnare senza giudicare

    Ogni studente ha una storia che non sempre siamo autorizzati a conoscere, ma che dovremmo almeno immaginare. I nativi americani dicevano che non si dovrebbe giudicare una persona prima di aver camminato per due lune nei suoi mocassini. Forse insegnare significa anche questo: ricordarsi che, prima di giudicare un ragazzo svogliato, pigro, arrogante o incapace, dovremmo avere l’umiltà di domandarci quale strada abbia percorso prima di arrivare fino a noi.

    In questi anni mi è successo più di una volta di trovarmi di fronte ad uno studente facilmente etichettabile come svogliato, maleducato, sbruffone o, peggio di tutti, incapace.
    Ma mi è anche capitato, magari per caso, di leggere un suo testo, di sentire alcune parole dette ai suoi compagni, di incontrare la sua famiglia, insomma di avere uno scorcio della sua vita privata. Quella che fa di tutto per nascondere. E mi sono resa conto che, nella maggior parte dei casi, l’apparenza inganna davvero. Queste esperienze sono state difficili da digerire, perchè mi hanno fatto rendere conto di quanto fossi stata superficiale e, sostanzialmente, iniqua. Ho portato a casa una grande lezione però, che è probabilmente diventata la base fondante del mio modello di insegnamento: fino a prova contraria, lo studente si merita una chance.

    Ho imparato a cercare sempre il lato positivo nei miei studenti, che non vuol dire offrirgli una scusante, ma essere aperta a non saltare immediatamente a rapide conclusioni. Ho scelto coscientemente di correre il rischio di essere presa in giro, talvolta, perchè non riuscirei mai a perdonarmi di aver sbattuto la porta in faccia ad un ragazzo che invece aveva bisogno solo di essere capito. Questo non significa che io accetti comportamenti scorretti o che perdoni qualsiasi cosa ai miei studenti, anzi, vuol dire parlargli francamente, riprenderli anche duramente se è necessario, ma nel mio cuore c’è sempre un punto fisso: io gli voglio bene e loro questo lo capiscono anche senza tante parole.