L’insegnante e la guida alpina

Guida alpina impegnata nella salita di una parete rocciosa, simbolo dell'insegnante che accompagna gli studenti nel loro percorso di crescita e realizzazione personale.

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Io amo la montagna. E amo anche insegnare. A un certo punto mi sono resa conto che, nel mio tempo libero, potevo insegnare ad andare in montagna. Diventare istruttrice di alpinismo mi ha permesso di unire le mie due grandi passioni in un connubio davvero unico.

Il percorso è stato in salita. Anzi, lo è ancora. Ma la soddisfazione che ne deriva giustifica sempre gli sforzi e le inevitabili battute d’arresto.

Ma cosa lega me, insegnante e volontaria istruttrice, ai veri professionisti della montagna? Durante una delle uscite del corso di roccia abbiamo invitato un alpinista di spicco. Ci è sembrato un piccolo grande dono da offrire ai nostri allievi. È difficile descrivere la magia di questo incontro. Eravamo in un bellissimo rifugio di montagna circondati da guglie e pinnacoli. Il nostro ospite parlava con cordialità e semplicità, condividendo le sue avventure tra le pareti delle Dolomiti. Tutti i nostri allievi, tutti i miei compagni istruttori ascoltavano rapiti, e nel silenzio le sue gesta prendevano forma davanti ai nostri occhi. Il suo racconto mi ha tenuta con il fiato sospeso. Ed è stato particolarmente illuminante quando ha parlato della sua esperienza come guida alpina.

Infatti, dalle sue parole traspariva forte la passione per il suo lavoro. Un lavoro che non consiste nel portare le persone come dei pacchi in cima a una montagna, ma nel condividere emozioni uniche e, proprio attraverso di esse, crescere insieme. In quel momento ammetto di essermi emozionata perchè il legame con il mio lavoro mi è apparso più chiaro che mai.

Il lavoro di insegnante, un po’ come quello di guida alpina, è quello di accompagnare gli allievi nel difficile percorso di crescita e realizzazione personale. Non è pensabile che in questo sentiero, spesso in salita, i ragazzi possano essere trainati come dei corpi inerti. Non è neppure ammissibile che questo percorso sia vissuto con distacco e freddezza.

C’è anche un altro aspetto che accomuna una guida alpina e un insegnante. Così come per una guida alpina talvolta arriva il momento di ricordare bene chi guida e chi è accompagnato, così è per l’insegnante. Nonostante sia inevitabile condividere una parte di noi con gli studenti, i ruoli devono essere sempre chiari e rispettati. È anche per questo che credo che un insegnante non debba diventare un amico dello studente.

Mi piace pensare che, quando entro in classe, sono un po’ guida alpina. Mi piace pensare che, se svolgo al meglio il mio lavoro, posso dare ai miei studenti la possibilità di raggiungere le cime più alte. Ma soprattutto mi piace pensare che, arrivati in cima, siano diventati capaci di scegliere da soli quale sarà la montagna successiva.

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